I’ve reviewed the search results for recent legal changes affecting trade in Italy and the EU, specifically looking for information that is current and relevant to 2025. Key themes emerging are: * **New rules of origin under the PEM Convention (starting January 1, 2025)**: This will simplify rules, increase tolerance thresholds for non-originating materials, introduce total cumulation, and expand drawback possibilities for trade between the EU and 23 other signatory countries. * **Modernization of customs regulations**: There’s a transformation in the international trade landscape due to geopolitical tensions, new trade routes, and normative innovations. The new NCTS phase 5 system for transit declarations also came into force in January 2025, digitizing these declarations. * **EU Digital Services Act (DSA) and Digital Markets Act (DMA)**: These regulations aim to ensure fair and open digital markets, impacting online platforms and e-commerce, with clear obligations for large online platforms (gatekeepers). * **E-commerce regulations 2025**: Updates include more rigid rules on price and discount presentation (Omnibus Directive), the AI Act (regulating AI systems in e-commerce), and the GPSR (General Product Safety Regulation) on product safety. * **Made in Italy law**: New opportunities for export related to the “Made in Italy” brand. * **Bureacracy and administrative impact**: Italian businesses, particularly SMEs, continue to face challenges with complex laws, regulations, and bureaucratic procedures, which have a negative impact on costs and competitiveness. The user wants a single, unique, creative, and click-worthy title in Italian, without markdown or quotes, reflecting current and accurate content, formatted like a blog post title (e.g., “N modi per…”, “consigli top”, “cosa devi sapere”). The title should be user-centric for Italian speakers and avoid directly translating Korean concepts. Given the current legal landscape with new customs rules, digital regulations, and ongoing challenges like bureaucracy, a title that focuses on navigating these changes to avoid pitfalls and seize opportunities would be effective. Here are a few options, aiming for a clickbait style: 1. Trucchi Legali Commercio: Le Novità 2025 Che Devi Conoscere per Evitare Multe 2. Commercio Estero 2025: 7 Cambiamenti Legali Che Stanno Per Colpire il Tuo Business 3. Non Perdere Soldi: Le Leggi sul Commercio che Ogni Imprenditore Italiano Deve Aggiornare 4. Le Nuove Regole del Commercio: Cosa Cambia Davvero nel 2025 per il Tuo Import-Export Let’s go with one that emphasizes the “must-know” aspect and a strong consequence for not knowing, combined with the “latest” information. The phrasing “Le 5 Riforme Legali Essenziali Per Il Tuo Commercio: Non Conoscerle Ti Costa Caro” (The 5 Essential Legal Reforms for Your Trade: Not Knowing Them Costs You Dearly) is good, but I will adjust it slightly to be more encompassing of “legal changes” rather than just “reforms” and focus on avoiding loss, as that’s a strong hook. Considering the search results, the changes are indeed significant for 2025. Nuove Leggi Commercio 2025: I Segreti Che Salveranno il Tuo Business dalle SanzioniNuove Leggi Commercio 2025: I Segreti Che Salveranno il Tuo Business dalle Sanzioni

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무역 실무자가 꼭 알아야 할 법률 변화 - **Prompt 1: Digital Customs Transformation**
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Ciao a tutti, carissimi amici e professionisti del commercio internazionale! Come state? Spero al top, perché oggi voglio parlarvi di un argomento che, lo so, può sembrare un po’ ostico, ma credetemi, è fondamentale per tutti noi che ogni giorno navighiamo le acque, a volte calme a volte tempestose, del commercio.

Stiamo parlando dei cambiamenti nelle normative legali che riguardano chi, come noi, si occupa di import-export e scambi con l’estero. Negli ultimi mesi, e soprattutto in vista del 2025, il panorama legislativo si sta trasformando ad una velocità incredibile, e personalmente ho notato quanto sia cruciale rimanere sempre aggiornati per non farsi cogliere impreparati.

Dal nuovo assetto delle discipline doganali, che ha visto l’abrogazione del vecchio TULD per fare spazio a un sistema più snello e digitalizzato, alle sfide poste dai nuovi dazi e dai regolamenti europei sugli imballaggi e la sicurezza dei prodotti, è un vero e proprio tour de force di novità!

Non vorrei mai che qualcuno di voi si trovasse in difficoltà per una normativa sfuggita o un adempimento non rispettato, perché so quanto impegno e passione mettete nel vostro lavoro.

Per questo, ho pensato di raccogliere le informazioni più fresche e utili, quelle che davvero fanno la differenza. Ho fatto un’immersione profonda, proprio come quando cerco il gioiello nascosto in un mercatino, per scovare ogni dettaglio che possa aiutarvi.

Vedrete, la mia esperienza mi dice che piccoli accorgimenti possono davvero proteggere il vostro business e persino aprire nuove opportunità. Allora, pronti a scoprire insieme come affrontare al meglio queste evoluzioni e trasformarle in un vantaggio competitivo?

Scopriamo subito tutti i dettagli per navigare queste nuove acque legali con la massima sicurezza!

Amici e colleghi del settore import-export, bentrovati! Sapete, stare sul pezzo è la mia missione, e negli ultimi tempi il panorama legislativo sembra danzare una tarantella frenetica.

Ho passato notti insonni a studiare le carte, proprio come quando cercavo l’offerta migliore per i voli in Asia, e devo dire che le novità sono tante, ma tutte gestibili con la giusta preparazione.

Il 2025 non è solo un anno nuovo, è un vero e proprio spartiacque per chi, come noi, vive di scambi internazionali.

La Grande Riforma Doganale: Un Nuovo Inizio per Tutti Noi

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Rivoluzione Digitale al Centro delle Operazioni

Allora, partiamo col botto! La cosa più evidente è la spinta incredibile verso la digitalizzazione. Ricordo quando dovevamo gestire montagne di scartoffie per ogni spedizione, una vera tortura!

Adesso, finalmente, il sistema si sta snellendo. Dal 4 ottobre 2024, il tanto temuto TULD (Testo Unico delle Leggi Doganali), un vero dinosauro legislativo, è stato abrogato, lasciando spazio a nuove “Disposizioni nazionali complementari al codice doganale dell’Unione” (DNC).

Questo significa meno burocrazia e, spero, meno mal di testa per tutti noi. Dal 2 dicembre 2024, in Italia, è completato il processo di trasformazione digitale delle operazioni doganali, con l’adozione obbligatoria di nuove modalità digitali.

Il sistema AIDA (Automazione Integrata Dogane Accise) è stato profondamente reingegnerizzato, introducendo dataset in formato XML e nuovi tracciati elettronici standardizzati.

Questo, amici miei, è un passo enorme, che ci allinea agli standard europei e, personalmente, mi fa tirare un sospiro di sollievo pensando ai tempi che si accorciano.

Entro gennaio 2025 è previsto il completamento dell’implementazione per le dichiarazioni di transito, e a febbraio 2025 l’attivazione della componente transnazionale per quelle di esportazione.

Sdoganamento Centralizzato: Un Vantaggio Competitivo per i Più Attenti

Un’altra novità che mi ha subito colpito è l’espansione dello sdoganamento centralizzato. Dal 2 giugno 2025, è operativa la seconda fase di questo progetto, che permette agli operatori economici autorizzati (AEO-C o AEO-F) di presentare dichiarazioni doganali in un unico ufficio competente nel proprio Stato membro, anche se la merce si trova fisicamente in un altro Paese dell’UE.

Fantastico, vero? Immaginate i vantaggi: meno uffici con cui interfacciarsi, meno tempo perso e, di conseguenza, meno costi amministrativi. Certo, bisogna essere certificati AEO, e i requisiti sono stringenti, ma la mia esperienza mi dice che investire nella compliance paga sempre, e in questo caso, la semplificazione logistica è un premio non da poco.

La circolare 23/D del 30 ottobre 2024 dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha regolamentato i requisiti e le modalità di autorizzazione in Italia.

Le Sanzioni: Non Sbagliare è d’Obbligo, Ma Ora C’è Più Chiarezza

Addio Contenzioso Vago, Benvenute Regole Chiare

Con l’abrogazione del TULD, è arrivata anche una riscrittura significativa del sistema sanzionatorio doganale. Questo era un punto che mi preoccupava sempre, perché la vecchia normativa lasciava spazio a troppe interpretazioni.

Ora, invece, c’è una distinzione più netta tra illeciti amministrativi e penali, basata su criteri oggettivi, come la soglia di 10.000 euro per i diritti di confine evasi.

Mi sembra un approccio più equo e trasparente. Certo, non significa che si può abbassare la guardia, anzi! La compliance diventa ancora più strategica.

La legge successiva prevede che, se un illecito è commesso per dichiarazione infedele e non vi è dolo, la sanzione amministrativa può variare tra l’80% e il 150% dei diritti di confine dovuti, con un minimo di 500 euro.

IVA e Dazi: Un Quadro Più Coerente

Un altro chiarimento importante riguarda la natura dell’IVA all’importazione. Finalmente, è stata esplicitata la sua inclusione tra i diritti di confine, allineando la normativa nazionale a quella unionale.

Sembra un dettaglio, ma vi assicuro che avere chiarezza su questi aspetti evita spiacevoli sorprese e semplifica la pianificazione fiscale. Questo allineamento è fondamentale per armonizzare i processi di sdoganamento tra gli Stati membri.

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Nomenclatura Combinata e TARIC 2025: Un Aggiornamento Annuale da non Sottovalutare

Nuovi Codici, Nuove Opportunità (o Rischi!)

Ogni anno, puntuale come le feste, arriva l’aggiornamento della Nomenclatura Combinata (NC) e della TARIC (Tariffa Integrata Comunitaria) per il 2025.

Questo non è un semplice “cambio di numero”, ma un vero e proprio adeguamento ai progressi tecnologici e alle dinamiche del mercato internazionale. Vi consiglio sempre di verificare attentamente le nuove classificazioni, perché una modifica anche minima può avere un impatto significativo sui dazi e, di conseguenza, sui margini di profitto.

Ho visto aziende perdere un sacco di soldi per un codice sbagliato, quindi massima attenzione! Il regolamento di esecuzione UE 2024/2522 introduce sottovoci specifiche per facilitare il controllo di merci particolari e nuove classificazioni.

Imballaggi e Sostenibilità: La Rivoluzione Green è Già Qui

Meno Plastica, Più Responsabilità per Tutti

Ah, la sostenibilità! Un tema che mi sta molto a cuore. Il nuovo Regolamento (UE) 2025/40 sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio, pubblicato a gennaio 2025 e pienamente applicabile dal 12 agosto 2026, è un vero e proprio game changer.

Dimenticatevi la plastica monouso per frutta e verdura, o per le piccole porzioni nei bar: saranno vietati! L’obiettivo è chiaro: ridurre l’impatto ambientale, promuovere il riuso e il riciclo, e spingerci verso un’economia circolare.

Il produttore, e quindi anche l’importatore per i prodotti extra-UE, avrà una Responsabilità Estesa del Produttore (EPR), occupandosi anche della fase di fine vita degli imballaggi.

Questo significa ripensare tutta la catena, dalla progettazione alla gestione dei rifiuti. Per me, questa è una sfida entusiasmante che premia chi, come noi, ha sempre creduto in un business etico e sostenibile.

Novità Normativa Descrizione Sintetica Impatto per le Aziende Entrata in Vigore
Abrogazione TULD e DNC Sostituzione del vecchio Testo Unico delle Leggi Doganali con nuove Disposizioni Nazionali Complementari al CDU. Semplificazione normativa, necessità di adeguamento ai nuovi quadri legislativi. 4 ottobre 2024
Sdoganamento Centralizzato (Fase 2) Possibilità per operatori AEO di presentare dichiarazioni doganali in un unico ufficio anche per merci in altri Stati membri. Riduzione burocrazia, ottimizzazione costi logistici, centralizzazione gestionale per aziende AEO. 2 giugno 2025
Regolamento UE 2025/40 su Imballaggi Nuove regole per la sostenibilità degli imballaggi, riduzione della plastica monouso, responsabilità estesa del produttore. Necessità di riprogettare imballaggi, rispettare obiettivi di riciclo e riutilizzo, gestione della fine vita. Pienamente applicabile dal 12 agosto 2026
GPSR (Reg. UE 2023/988) Sicurezza Prodotti Rafforzamento della sicurezza generale dei prodotti immessi sul mercato UE, con nuove responsabilità per importatori. Verifica più rigorosa della conformità, tracciabilità, collaborazione con autorità. 13 dicembre 2024
Nuovi Dazi USA e Accordi UE Introduzione di nuovi dazi da parte degli USA e accordi di controbilanciamento/sospensione da parte dell’UE. Aumento dei costi per l’export verso gli USA, necessità di monitorare accordi e diversificare mercati. Variabile (dazi USA dal 5 aprile 2025, accordi UE da luglio-agosto 2025)
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Sicurezza dei Prodotti: Più Tutela per Tutti

Responsabilità Aumentate per Importatori

Il Regolamento (UE) 2023/988 sulla sicurezza generale dei prodotti (GPSR), in vigore dal 13 dicembre 2024, è un altro tassello fondamentale di questo nuovo puzzle legislativo.

Questo regolamento estende le responsabilità degli importatori: non basta più fidarsi della documentazione del produttore estero, ma dobbiamo implementare controlli più rigorosi e assicurarci che i prodotti siano sicuri e conformi alle norme UE.

Ho sempre creduto che la sicurezza fosse prioritaria, e ora la legge ce lo ricorda con ancora più forza. La circolare n. 16/D del 10 luglio 2025 dell’Agenzia delle Dogane fornisce le istruzioni operative per i controlli doganali, con un’attenzione particolare alla tutela della salute e sicurezza dei consumatori.

La mancata verifica della conformità può comportare blocchi delle merci in dogana, costi di stoccaggio e sanzioni salate, fino al ritiro dei prodotti dal mercato.

Oltre i Dazi: Le Nuove Sfide e Opportunità Globali

Il Mercato USA e la Necessità di Diversificare

Parliamo dei dazi USA: un argomento spinoso che mi ha fatto riflettere parecchio. Dal 5 aprile 2025, sono entrati in vigore nuovi dazi doganali sulle importazioni negli Stati Uniti, con aliquote aggiuntive che hanno colpito anche le aziende italiane.

Se per l’UE era stato annunciato un extra del 20%, poi sospeso per 90 giorni per trattative, da agosto 2025 si prospetta un dazio del 15% sui prodotti unionali, con picchi del 25-40% su alcuni settori.

Vi dirò, questa situazione mi ha spinto a consigliare a molti clienti di non mettere tutte le uova nello stesso paniere. Diversificare i mercati è più che mai una strategia vincente.

Il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI) ha un piano ambizioso per portare il valore dell’export italiano a 700 miliardi di euro entro il 2027, concentrandosi sui mercati extra-UE ad alto potenziale come America Latina e Africa.

Incentivi e Supporto all’Internazionalizzazione: Mai Sottovalutare gli Aiuti

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Ma non è tutto nero, anzi! Il Governo italiano ha lanciato un nuovo pacchetto di bonus per l’internazionalizzazione delle imprese, approvato con il Decreto Omnibus 2025.

Questi incentivi, tra cui finanziamenti agevolati e supporti per la transizione digitale ed ecologica, sono una boccata d’ossigeno per le aziende che vogliono espandersi o consolidarsi all’estero.

Ricordo una volta che un mio cliente, grazie a un bonus simile, è riuscito a digitalizzare completamente la sua logistica, risparmiando un sacco di tempo e denaro.

Quindi, informatevi, perché ci sono opportunità concrete per alleggerire gli investimenti. Il Bonus Export Digitale Plus, gestito da Invitalia, offre contributi a fondo perduto per microimprese manifatturiere che investono in soluzioni digitali per l’export.

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La Compliance come Vantaggio Strategico: Non Solo un Obbligo

Investire nella Formazione e nell’Aggiornamento Continuo

Alla fine, tirando le somme, il messaggio è uno solo: la compliance non è un costo, ma un investimento. In questo scenario in continua evoluzione, essere aggiornati, formare il proprio personale e adottare sistemi informatici compatibili con le nuove normative non è più un optional, ma una vera e propria strategia competitiva.

Ho sempre detto che la conoscenza è potere, e nel commercio internazionale questo è più vero che mai. Le imprese che sanno adattarsi rapidamente non solo evitano problemi, ma riescono anche a cogliere nuove opportunità e a rafforzare la propria posizione sul mercato.

Questo è il momento di essere proattivi, di non avere paura del cambiamento, ma di abbracciarlo come una parte naturale del nostro lavoro.

Il Futuro è Adesso: Prepararsi per un Successo Duraturo

Costruire Resilienza e Flessibilità nel Vostro Business

La mia esperienza mi ha insegnato che i cambiamenti normativi, sebbene a volte complessi e faticosi da digerire, sono anche occasioni d’oro per riflettere, migliorare e, perché no, reinventarsi.

Il 2025 ci chiede di essere più resilienti, più informati e più flessibili. Questo significa non solo adeguarsi alle nuove regole, ma anticipare le tendenze, investire in tecnologie che semplificano il lavoro e, soprattutto, costruire relazioni di fiducia con i partner e le autorità.

Il mondo del commercio internazionale è come un grande oceano: ci saranno sempre onde, ma con la giusta nave e una buona bussola, si può navigare sicuri verso nuovi orizzonti di successo.

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In chiusura

Amici, eccoci alla fine di questo viaggio attraverso le novità che stanno ridisegnando il nostro mondo dell’import-export. Spero che queste riflessioni vi siano state utili, come lo sono state per me nell’articolare questi pensieri. Ogni cambiamento, lo so bene, porta con sé un po’ di timore e l’inevitabile fatica di doversi rimettere sui libri, o meglio, davanti al computer, per capire i nuovi meccanismi. Però, permettetemi di dirvelo con il cuore in mano: è proprio in questi momenti che si forgiano le opportunità più grandi. Ho visto in prima persona come le aziende più agili, quelle che non hanno paura di investire nella conoscenza e nell’adattamento, non solo superano le sfide, ma ne escono rafforzate, trovando nuove strade e consolidando la propria posizione sul mercato. Pensateci, la burocrazia si snellisce, i processi diventano più trasparenti. Non è forse questo un invito a guardare al futuro con un pizzico di ottimismo in più? È il momento di abbracciare il nuovo, di formare i nostri team e di costruire un commercio internazionale più efficiente, sicuro e, perché no, più sostenibile. Non siamo soli in questa avventura, e l’esperienza collettiva è la nostra risorsa più preziosa.

Consigli pratici e informazioni utili

Se dopo aver letto tutto questo vi sentite un po’ spaesati o, al contrario, pieni di nuove idee, ecco alcuni consigli pratici che, secondo la mia esperienza sul campo, possono davvero fare la differenza. Questi sono i pilastri su cui ho visto costruire il successo di molti imprenditori, me inclusa, in questo settore in continua evoluzione.

Rimani aggiornato e proattivo

  • Monitoraggio costante delle normative: Non sottovalutare mai il valore di un abbonamento a newsletter specializzate, la partecipazione a webinar e l’iscrizione ai canali ufficiali (come quelli dell’Agenzia delle Dogane e della Commissione Europea). Le modifiche sono frequenti e arrivare impreparati può costare caro. Immaginate di partire per una vacanza senza aver controllato le condizioni meteo: potreste ritrovarvi sotto un diluvio! Allo stesso modo, nel commercio internazionale, la preparazione è tutto.

Sfrutta la tecnologia per semplificare

  • Investi nella digitalizzazione: La reingegnerizzazione del sistema AIDA, con l’adozione obbligatoria dei tracciati XML dal 2 dicembre 2024, non è solo un obbligo, è un’opportunità di efficienza. Assicurati che i tuoi software gestionali siano aggiornati e che il tuo personale sia adeguatamente formato. Ho visto aziende trasformare radicalmente i loro tempi di sdoganamento grazie a questi strumenti, riducendo errori e frustrazioni. Non è un lusso, ma una necessità strategica.

Cogli i vantaggi delle nuove procedure

  • Valuta la certificazione AEO: Lo sdoganamento centralizzato, pienamente operativo dal 2 giugno 2025, offre vantaggi incredibili, soprattutto per chi è certificato AEO-C o AEO-F. Poter interfacciarsi con un unico ufficio doganale per le operazioni in tutta l’UE riduce la burocrazia, ottimizza i costi logistici e centralizza la gestione. È come avere un “fast pass” in un parco a tema: meno code, più efficienza. I requisiti sono stringenti, ma l’investimento ripaga ampiamente in termini di efficienza e credibilità.

Guarda al futuro con un occhio alla sostenibilità

  • Rivedi la tua strategia di imballaggio: Il nuovo Regolamento (UE) 2025/40 sugli imballaggi, applicabile dal 12 agosto 2026, impone un cambio di paradigma. Abbandona la plastica monouso dove vietato, pensa al riuso e al riciclo, e prepara la tua azienda alla Responsabilità Estesa del Produttore (EPR). Questo non è solo un obbligo normativo, ma una chiara indicazione delle preferenze dei consumatori e un’opportunità per posizionare il tuo brand come attento all’ambiente.

Non mettere tutte le uova nello stesso paniere

  • Diversifica i mercati e cerca supporto: I dazi USA, con un’aliquota del 15% entrata in vigore a luglio-agosto 2025 per molti prodotti UE, sono un chiaro segnale. Non dipendere troppo da un singolo mercato. Esplora nuove rotte in America Latina, Africa o nel Medio Oriente. E non dimenticare gli incentivi statali, come il Bonus Export Digitale Plus di Invitalia, che possono alleggerire gli investimenti per la digitalizzazione dell’export. Ho visto molte imprese scoprire mercati inaspettati grazie a queste strategie!

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Cosa ricordare

Amici, il 2025 si sta rivelando un anno di svolta epocale per il commercio internazionale. Abbiamo visto insieme come la riforma doganale in Italia, con l’abrogazione del TULD e l’introduzione delle DNC, stia segnando un passo deciso verso la digitalizzazione e la semplificazione delle procedure. La reingegnerizzazione di AIDA e l’espansione dello sdoganamento centralizzato per gli operatori AEO sono chiari segnali di un’Europa che punta a un’efficienza sempre maggiore. Ma non è solo una questione di efficienza: la sicurezza dei prodotti, con il Regolamento (UE) 2023/988 (GPSR), e la sostenibilità, grazie al Regolamento (UE) 2025/40 sugli imballaggi, sono diventate priorità assolute, trasformando gli importatori in veri e propri custodi della qualità e dell’ambiente. Le tensioni commerciali, come i dazi USA, ci ricordano l’importanza della flessibilità e della diversificazione dei mercati, ma per fortuna, ci sono anche incentivi concreti per supportare le nostre imprese in questo percorso. Il messaggio è chiaro: la compliance non è un fardello, ma un vantaggio strategico. Chi saprà interpretare al meglio queste novità, investendo in formazione, tecnologia e una visione a lungo termine, non solo eviterà sanzioni, ma si posizionerà come leader in un mercato sempre più dinamico e consapevole. Il futuro del commercio internazionale è qui, e tocca a noi renderlo un successo!

Domande Frequenti (FAQ) 📖

D: Avete parlato dell’abrogazione del TULD e di una riforma doganale. Cosa significa concretamente per le nostre operazioni quotidiane di import-export in Italia?

R: Amici, questa è una delle novità più grosse che ci ha toccati di recente! Dal 4 ottobre 2024, il caro vecchio Testo Unico delle Leggi Doganali (TULD) del 1973 è stato ufficialmente abrogato dal Decreto Legislativo 141/2024.
Non è un piccolo aggiustamento, è un vero e proprio cambio di rotta! Personalmente, ho visto come questo stia semplificando molte cose, riducendo le quasi 400 disposizioni a soli 122 articoli, rendendo il quadro normativo molto più snello e, ammettiamolo, meno “farraginoso” da digerire.
Il cuore della riforma è la digitalizzazione: dal 2 dicembre 2024, tutte le dichiarazioni doganali per esportazioni e transiti vanno presentate in formato elettronico, usando messaggi XML specifici.
Questo, a mio parere, riduce un sacco di burocrazia cartacea e velocizza i processi. C’è anche una revisione del sistema sanzionatorio, che ora distingue meglio tra illeciti amministrativi e penali, e ha ricalibrato le pene in base alla gravità dell’infrazione, il che ci dà più chiarezza e, spero, meno ansie da “errore involontario”.
Inoltre, l’IVA all’importazione è stata formalmente inclusa tra i diritti doganali, il che semplifica le operazioni fiscali e punta a una maggiore uniformità nel commercio internazionale.
Insomma, meno carta, più digitale e regole più chiare: un bel sospiro di sollievo per chi, come noi, vive di tempi e precisione!

D: Le nuove normative europee su imballaggi e sicurezza dei prodotti sono un tema caldo. Quali sono gli obblighi principali a cui dobbiamo fare attenzione per non trovarci impreparati, specialmente per il 2025 e oltre?

R: Questo è un campo dove l’Europa sta spingendo forte verso la sostenibilità e la protezione dei consumatori, e noi dobbiamo essere assolutamente sul pezzo!
Per quanto riguarda gli imballaggi, il nuovo Regolamento (UE) 2025/40 è entrato in vigore l’11 febbraio 2025, ma diventerà pienamente applicabile dal 12 agosto 2026.
L’obiettivo è chiaro: ridurre i rifiuti, promuovere l’economia circolare e garantire imballaggi più sostenibili. Tra le novità che ho annotato con il pennarello rosso, c’è l’obbligo di rendere tutti gli imballaggi riciclabili (con alcune eccezioni), e l’introduzione di obiettivi di contenuto minimo riciclato per gli imballaggi in plastica, ad esempio il 35% entro il 2030.
Ci saranno restrizioni sull’uso di alcuni formati di imballaggi monouso in plastica a partire dal 1° gennaio 2030, pensate per i prodotti ortofrutticoli o per il settore HORECA.
E attenzione all’etichettatura! Dal 12 agosto 2028, l’imballaggio dovrà recare un’etichetta armonizzata con informazioni sui materiali, per facilitare il riciclo da parte dei consumatori.
Per la sicurezza dei prodotti, il Regolamento (UE) 2023/988 (il GPSR) è già in vigore dal 13 dicembre 2024 e si applica a tutti i prodotti di consumo, nuovi o usati, venduti sia online che offline nell’UE.
Significa che noi importatori abbiamo la responsabilità di verificare che i prodotti non presentino rischi prima di immetterli sul mercato. Dovremo assicurare che i prodotti siano conformi, che la documentazione tecnica sia dettagliata e che ci siano tutte le informazioni chiare per il consumatore, incluse istruzioni e avvertenze nella lingua dello Stato membro.
Ho visto di persona quanto sia importante avere procedure interne solide per queste verifiche, credetemi, meglio prevenire che curare quando si parla di sicurezza!

D: Con tutti questi cambiamenti e le incertezze globali (come i dazi americani citati), qual è il modo migliore per noi professionisti dell’import-export per non solo adeguarsi, ma anche trovare nuove opportunità in questo scenario?

R: Ottima domanda! In un mondo che cambia così in fretta, l’adeguamento è solo il punto di partenza. Per trasformare queste sfide in vere opportunità, la mia esperienza mi dice che ci sono tre pilastri fondamentali.
Primo, la formazione continua e l’informazione proattiva sono oro. Tenere d’occhio siti ufficiali come l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e le circolari europee è un must.
Considerate di partecipare a webinar specifici o corsi di aggiornamento. Non potete immaginare quante volte una piccola conoscenza in più ha salvato un’operazione o aperto una strada inaspettata.
Secondo, non abbiate paura di abbracciare la digitalizzazione in tutte le sue forme. Le nuove procedure doganali sono interamente digitali, e l’efficienza che ne deriva può darvi un vantaggio competitivo notevole.
Investire in software gestionali che supportino queste nuove esigenze è una mossa intelligente. Terzo, e questo è un consiglio che viene dal cuore: diversificate e innovate!
Con le tensioni commerciali e i nuovi dazi, come quelli americani che si profilano all’orizzonte per il 2025, è fondamentale non mettere tutte le uova nello stesso paniere.
Ho visto aziende che, di fronte alla debolezza di alcuni mercati tradizionali, hanno saputo guardare a nuove destinazioni o nicchie di prodotto, spesso con il sostegno di iniziative come quelle di ICE che promuovono l’export italiano.
Inoltre, puntate sulla sostenibilità e sulla qualità intrinseca dei vostri prodotti. Il nuovo Regolamento imballaggi e quello sulla sicurezza dei prodotti non sono solo obblighi, ma veri e propri biglietti da visita per un mercato sempre più attento a questi valori.
Essere conformi e, anzi, superare le aspettative in termini di sostenibilità e sicurezza può distinguervi e attrarre nuovi clienti. Ricordate, ogni cambiamento porta con sé una porta da aprire, sta a noi avere la chiave giusta!